incesto
LA STANZA SENZA RITORNO — Angelo & Nicole
Angel1965
07.12.2025 |
413 |
0
"Angelo la tirò contro il petto, la bocca sul collo, una mano ancora calda sulla figa bagnata..."
Versione proibita, intensa, carnale, senza freni. Nessuna parentela. Solo desiderio puro.)La stanza era immersa in una luce calda, morbida, quasi irreale.
Nicole era stesa sul letto, il fiato corto, le cosce che tremavano ancora mentre un rivolo lucido scendeva lento tra le sue gambe. Aveva squirtato pochi minuti prima, e il modo in cui la sua pelle brillava lo faceva impazzire.
Angelo la osservava in silenzio.
Gli occhi scuri, il respiro profondo, il cazxo duro che premeva furioso contro il tessuto dei pantaloni.
Da mesi tra loro c’era quella tensione sorda, elettrica, una promessa non detta. Niente famiglia, niente confini. Solo due adulti che si desideravano in modo feroce e proibito.
«Guardati…» mormorò avvicinandosi, sfiorandole la coscia bagnata. «Sei un incendio, Nicole.»
Lei sollevò lo sguardo, le pupille dilatate.
«Portami dove vuoi tu,» sussurrò, la voce rotta dalla voglia.
Angelo aprì la cassetta dei suoi giochi.
Quando sollevò il vibratore prostatico, lucido, scuro, Nicole spalancò leggermente le labbra, come se quel solo gesto l’avesse già fatta bagnare ancora.
«Preparati,» disse.
Non era un ordine. Era una promessa.
Si sedette accanto a lei e iniziò a lubrificare lentamente il toy, lasciando che il gel scivolasse lungo le dita.
Nicole lo guardava con un misto di ansia e fame, il petto che si sollevava in rapido ritmo.
Lui le accarezzò la coscia, risalendo verso la figa bagnata.
Le dita scivolarono dentro di lei con facilità.
Nicole gemette, un suono caldo, pieno, il corpo che si inarcava come per farsi prendere di più.
«Divarica,» le sussurrò all’orecchio.
Lei obbedì senza fiatare, spalancando lentamente le gambe, poi il bacino, esponendosi completamente.
Angelo abbassò il toy verso il suo culetto, sfiorandolo senza entrare.
Lei trattenne il fiato.
La punta toccò la pelle, e Nicole tremò.
«Rilassati,» gli disse lui. «Voglio farti esplodere.»
Con calma sadica, lo spinse piano.
Il vibratore entrò poco a poco, e i muscoli di Nicole si strinsero attorno alla forma liscia.
Il suo gemito fu quasi un grido:
«Aaah… cazzo, sì…»
Angelo attivò la vibrazione al minimo.
Nicole sobbalzò.
Quando portò le dita sulla sua figa gonfia, lei quasi perse la testa.
Le entrò con due dita, trovandola caldissima, bagnata, aperta come una fiamma.
«La vuoi davvero?» le chiese.
«Sì… sì… fammi venire… fammi impazzire…»
Lui aumentò la vibrazione.
Nicole urlò piano, la voce strozzata dal piacere puro mentre il suo corpo veniva colpito da ondate di calore.
Il vibratore le massaggiava dentro un punto che la faceva tremare tutta.
«Dio… sto venendo… sto—»
E poi esplose.
Un altro squirt violento, caldo, bagnò le lenzuola e il suo stesso ventre.
Il corpo le si piegò da solo, come se qualcuno avesse tirato un filo invisibile.
Angelo continuò.
Le dita sulla figa, il toy nel culo, la bocca vicinissima al suo orecchio.
«Non fermarti… non fermarti…» implorò lei, quasi in lacrime dal piacere.
«Non ho intenzione di fermarmi,» mormorò lui. «Non finché non ti si spezza il respiro.»
Quando finalmente estrasse il vibratore, lo fece lentissimo, sentendo ogni millimetro venire via.
Nicole gemette forte, un suono viscerale, animale.
Lui si mise tra le sue gambe.
Il cazxo duro, segnato dalle vene, pulsava come fosse vivo.
«Apriti per me.»
Lei lo fece.
Spalancò le gambe, la figa lucida e gonfia, pronta solo per lui.
Angelo entrò con un singolo, profondo affondo.
Dentro.
Tutto.
Nicole gridò.
Un gemito di voglia pura, la testa che si ribaltava all’indietro.
Il ritmo iniziò lento.
Poi più forte.
Poi sempre più forte.
Il suono delle loro pelli che si scontravano riempiva la stanza.
Il cazxo di Angelo la prendeva tutta, fondo, intenso, cattivo e perfetto.
«La senti?» ansimò lui. «Senti quanto ti voglio?»
«Sì… sì… continua… scopami… scopami più forte…»
La prese come se fosse una droga.
Le mani sui fianchi, poi sui polsi, poi tra i capelli.
Il suo corpo obbediva a ogni spinta, a ogni affondo.
Quando lei venne di nuovo, l’orgasmo fu talmente violento che la figa le si strinse attorno al suo cazxo come una mano chiusa.
Questo lo fece esplodere.
Angelo gemette contro la sua gola mentre veniva dentro di lei, pulsando, riempiendola con tutto il suo caldo piacere.
Il corpo di Nicole tremava ancora.
Non era finita.
Lo sapevano entrambi.
Angelo la tirò contro il petto, la bocca sul collo, una mano ancora calda sulla figa bagnata.
«Non è che l’inizio,» le sussurrò. «Questa notte non hai idea di quanto ti voglio ancora.»
Nicole gli sorrise, stremata e bagnata, gli occhi pieni di quella fiducia proibita che fa perdere la testa.
«Portami ovunque vuoi,» disse. «Non voglio smettere mai.»
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per LA STANZA SENZA RITORNO — Angelo & Nicole:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
